giovedì 26 maggio 2016

L'iPhone mania colpisce anche la Cina: 20 milioni di prenotazioni



L'iPhone resta sempre lo smartphone numero uno. Non è una questione di giudizi ma di numeri, e per quanto ci sarà sempre una folta schiera pronta a condannare i dispositivi della Mela, anche stavolta Cupertino ha centrato il bersaglio grosso. Quando in estate uscirono le stime degli ordini avanzati alle fabbriche cinesi in parecchi hanno storto il naso sostenendo che piazzare i 75-80 milioni di pezzi richiesti in breve tempo era una follia.

Ecco, non proprio, perché stando ai dati divulgati dall’azienda, Apple ha venduto oltre dieci milioni di 
iPhone 6 (impossibile sapere quale dei due modelli sia quello più acquistato). Un successo fragoroso cui segue l'ottimo responso ottenuto nei paesi della seconda tornata - Italia inclusa - e soprattutto l'enorme interesse riscontrato in Cina, dove prima ancora di arrivare l'iPhone ha collezionato oltre venti milioni di prenotazioni.



Fare breccia nel paese del Dragone è l'obiettivo prioritario di Tim Cook, che per continuare a macinare numeri e far sorridere azionisti e Wall Street (si tenga a mente che Apple è una delle società con maggior liquidità disponibile al mondo, pronto per esser utilizzato per investimenti o acquisizioni). Per numeri e rilevanza il mercato cinese ha superato quello americano, dove per altro l'iPhone resta uno status symbol più che uno smartphone, quindi una forte penetrazione è fondamentale e per questo Apple ha stabilito negli ultimi mesi accordi con i principali operatori del paese (China Mobile, China Telecom e China Unicom).

WhatsApp vince la sfida contro gli SMS: oltre 30 miliardi al giorno



La vittoria era nell’aria già da tempo anche se, probabilmente, la famosa applicazione di messaggistica istantanea, WhatsApp, aveva già vinto fin dal primo giorno in cui era stata presentata al pubblico. Si è trattato, infatti, diun’idea rivoluzionaria che si è diffusa in modo molto rapido, coinvolgendo masse informi di persone in ogni parte del pianeta, anche quelle che prima di questa app non sapevano neanche cosa fosse un sms.
La forza di WhatsApp sta proprio nella sua spiccata multimedialità che permette, anche a chi non è proprio velocissimo a scrivere messaggi, di comunicare un concetto, uno stato d’animo, una frase, in modo molto semplice, con foto, brevi clip video o audio oppure con gli smile o emoticons, oltre che con il testo vero e proprio ovviamente.
Per confermare la validità di questo nuovo modo di comunicare, recentemente sono sorte delle questioni che riguardano proprio l’aggiornamento dei pack di emoticons che adesso, soprattutto nel mondo Apple, contempleranno anche icone multirazziale, gay-friendly, per i diversi credo religiosi ed anche per chi ha i capelli rossi.
Era chiaro, dunque, che WhatsApp un giorno avrebbe oltrepassato la soglia degli SMS standard inviati quotidianamente. Bene, quel giorno è già arrivato e la notizia non è arrivata in modo festoso e pieno d’orgoglio dalla dirigenza, ma si evince da uno studio pubblicato dall’Economist.

LCD, AMOLED, Retina: ecco le principali differenze dei display!


Diventa sempre più difficile raccapezzarsi tra i termini tecnici Android, ogni giorno abbiamo a che fare con tecnologie nuove accompagnate da titoli impronunciabili o sigle che tendono a confondersi tra loro. Per i termini Android più utilizzati abbiamo un articolo dedicato, ma vale la pena scriverne uno separato in cui ci concentriamo sulle tecnologie dei display: che differenza c'è tra uno schermo AMOLED, un Super AMOLED ed un LCD? E di preciso in cosa si differenziano da uno schermo in Retina?

Quando parliamo dei nuovi Galaxy S7, dell'LG G5 o dell'iPhone 6s, tra le altre caratteristiche tecniche realtive al display, tra cui dimensioni (diagonale in pollici), definizione (HD, Full HD o QHD) e risoluzione (densità di pixel), facciamo inevitabilmente riferimento alla tecnologia che lo anima: LCD, IPS, TFT, OLED, AMOLED, Retina e così via. Se leggendo l'ultima frase vi è venuto mal di testa, tranquilli stiamo per svelarvi ogni segreto sui diversi tipi di display Android e non solo.

Schermi LCD

LCD sta per Liquid Crystal Display e, come potete immaginare, questa tipologia di schermo è composta da una matrice di cristalli liquidi retroilluminati. Gli schermi LCD si suddividono in due categorie: IPS e TFT. La Seconda è un'evoluzione della prima ed è presente su molti smartphone di fascia alta. Prima di approfondire queste sottovarianti, è interessante sapere che la popolarità degli schermi LCD è data principalmente dal loro basso consumo e dalle ottime prestazioni sotto la diretta luce del sole, grazie alla retroilluminazione dei pixel. Proprio perchè retroilluminato il display LCD tende a mostrare contrasti meno definiti rispetto a quelli visibili su altre tipologie di schermo.

TFT:  è l’acronimo di Thin Film Transistor, in italiano transistor a pellicola sottile. Questa tipologia di pannello LCD utilizza una matrice attiva (come l'AM di AMOLED), ovvero ogni pixel è collegato ad un transistor ed un capacitor individualmente. Il vantaggio principale di questa tecnologia è il costo di produzione relativamente basso, mentre lo svantaggio è l’impatto che ha il TFT sulla batteria, dato dalla grande quantità di energia che consuma.

IPS: ovvero In Plane Switching, è una tecnologia LCD sviluppata con lo scopo di migliorare l'angolo di visuale e la riproduzione dei colori. Spiegato in modo semplice, le molecole di cristallo si muovono parallelamente al pannello e non perpendicolarmente. Questa particolare struttura riduce la quantità di luce dispersa nella matrice, donando allo schermo IPS larghi angoli di visione (178° orizzontale/verticale) ed una buona riproduzione dei colori. Il consumo della batteria, in questo caso, è ridotto rispetto al TFT.

Schermi AMOLED

AMOLED sta per Active Matrix Organic Light Emitting Diode, sigla che suona più complicata di quanto non lo sia in realtà. Active Matrix, già incontrato nella versione TFT degli LCD, indica che ogni pixel è connesso ad un transistor ed un capacitor individualmente, mentre OLED è semplicemente un termine diverso per dire Thin Film display.
OLED è un materiale organico, come suggerisce il nome stesso, che emette luce quando attraversato dalla corrente. Al contrario dei pannelli LCD, che sono retroilluminati, gli schermi OLED sono sempre accesi a meno che i singoli pixel non siano fulminati. Ciò significa che i display OLED offrono neri più intensi e consumano meno batteria se si utilizzano sfondi neri o se vengono visualizzati colori più scuri, allo stesso tempo però i temi più chiari consumano più energia. I display AMOLED rispetto agli LCD sono più costosi da produrre.

Proprio perchè i pixel neri sono "spenti" sui display OLED, i constrasti sono maggiori rispetto a quelli mostrati dai pannelli LCD. Lo stesso non può essere detto della visibilità sotto la diretta luce del sole, nettamente migliore per i display LCD grazie alla retroilluminazione. Trattandosi di un display organico, il degrado dei diodi e le bruciature del display sono fattori da prendere in considerazione.
Un vantaggio dato dagli AMOLED è che possono essere resi più sottili e quindi più flessibili rispetto agli LCD perchè non richiedono lo strato dedicato alla retroilluminazione. Per questo Samsung è stata in grado di piegare i lati del display Edge del Galaxy S6 ed LG ha sfruttato un Plastic OLED per los chermo del G Flex 2.

Schermi Super AMOLED

Che differenza c'è tra AMOLED e Super AMOLED? Il secondo non è altro che un termine coniato da Samsung per indicare la superiorità della propria tecnologia AMOLED. I display Super AMOLED infatti, riducono ulteriormente lo spessore del pannello integrando lo strato dedicato alla reattività touch nel display stesso.
I display Super AMOLED riescono a garantire immagini brillanti e ben visibili anche sotto la diretta luce del sole e migliorano il consumo di betteria. Proprio come il nome cerca di suggerirci in modo non troppo velato, i Super AMOLED non sono altro che degli AMOLED migliorati. E non è neanche una mera strategia di marketing, perchè gli schermi Samsung vengono regolarmente votati tra i migliori sul mercato in quanto a tecnologia.

Schermi Retina

Retina non è altro che un ulteriore termine di marketing, questa volta coniato da Apple. Un display Retina non è caratterizzato da una tecnologia particolare, ma semplicemente garantisce una risoluzione tale da impedire all'occhio umano di distinguere i singoli pixel ad una distanza di visualizzazione normale.
Ovviamente questo termine di misura cambia a seconda delle dimensioni del display. Apple ha diffuso il termine con l'iPhone 4, che offriva una risoluzione di 960 x 640 pixel su un display IPS LCD di 3,5 pollici, risultando in una densità di 330 pixel per pollice.

Considerando che i display di 5,5 pollici in QHD, particolarmente popolari al momento, offrono una densità di pixel di 534 ppi, è facile capire perchè non tutti riescano ad accontentarsi di 330 ppi, nonostante non siano visibili i singoli pixel. Sarà per questo che, al contrario di quanto sostenuto dalla sacrosanta legge Retina di Steve Jobs, con Tim Cook Apple ha azzardato sull'iPhone 6 Plus un display in 5,5 pollici con risoluzione in Full HD, raggiungendo i 401ppi.

IPS, AMOLED, Retina: qual è il migliore?

Insomma, come avete potuto vedere queste tecnologie, o termini, non sono legati a determinati brand: AMOLED non vuol dire Samsung e Retina non è Apple (anche se è l'unico brand ad usare questo termine). I dispaly IPS LCD degli iPhone sono al momento prodotti da LG, è stata Samsung a creare i display dell'iPad e non tutti i dispositivi Samsung sfoggiano un pannello AMOLED. Tra AMOLED e IPS, più che scegliere il migliore si tratta di prendere in considerazione punti di forza e di debolezza.
Numeri e dati tecnici sono importanti quando ci si trova a scegliere tra due diversi smartphone, ma le prestazioni reali, quelle verificabili nell'utilizzo di tutti i giorni sono fondamentali. È difficile capire se un display offrirà ottimi angoli di visuale, se mostrerà chiaramente i contenuti sotto la diretta luce del sole o se consumerà troppa batteria semplicemente osservando una tabella di numeri e lettere. Non cascate dunque nelle trappole di marketing, prendete in considerzione i dati, osservate attentamente i display in prima persona e confrontatevi con gli utenti per conoscere le diverse esperienze.

Fotocamere contro smartphone. Test shock: vince lo smartphone


Smartphone, compatte e reflex: abbiamo fatto la stessa foto e l'abbiamo stampata su carta fotografica. La differenza è minima, ma d'istinto quasi tutti preferiscono le fotografie fatte con lo smartphone. Un vero paradosso.

È vero che la reflex scatta foto migliori di uno smartphone? La risposta è scontata: sì. Sono troppi i fattori in gioco, dalla dimensione del sensore alla qualità delle ottiche: impossibile per un piccolo modulo fotografico da smartphone rivaleggiare con un sensore Full Frame grosso 40 volte tanto. Eppure ora siamo in grado di dimostrare che la maggior parte delle persone preferisce la foto di uno smartphone, o che comunque non esiste differenza tangibile.

L’esperimento che abbiamo condotto è davvero semplice: presi svariati smartphone, fotocamere compatte, mirrorless e reflex, abbiamo scattato due fotografie con le impostazioni automatiche, una al Duomo di Milano con una buona illuminazione e una in Galleria a Milano con meno luce e qualche particolare “difficile”.

Gli scatti, visti al computer in pixel size (ovvero al 100%) non lasciano spazio a dubbi: quelli della reflex hanno poco rumore, buona nitidezza e attenzione ai dettagli, ma mano a mano che scendiamo di livello, passando alle compatte e agli smartphone la resa qualitativa scende. È naturale, fisiologico: nessuno fa miracoli e le dimensioni del sensore contano molto di più dei megapixel.

Però bisogna aggiungere che le fotografie non sono fatte per essere viste al 100% col computer esaminando minuziosamente i dettagli: c’è chi le carica sui social network, chi le usa per fare libri, chi le mostra sulla TV e chi continua a stamparle, come ai tempi del rullino, per appenderle in casa o regalarle agli amici e parenti. La risoluzione, in questo caso, interessa davvero poco e pochi megapixel sono sufficienti a reggere sia la visualizzazione che la stampa. Ecco perché abbiamo preso i nostri file e li abbiamo fatti stampare professionalmente in due formati (18 x 13 e A4) su carta fotografica di qualità Fujifilm Fujicolor Crystal Archive; infine, li abbiamo mostrati a un campione di persone, più di cento.

Ai partecipanti abbiamo chiesto una sola cosa: scegliere le tre foto migliori, senza sapere qual è la macchina di scatto e basandosi puramente sull’istinto.

I risultati sono sorprendenti: lo scatto di una reflex viene scelto da meno del 10% del campione, mentre gli smartphone trionfano. Non possiamo neppure dire che il campione non è qualificato: abbiamo tenuto le fotografie nello zaino per circa un mese e le abbiamo mostrate a colleghi, addetti ai lavori, fotografi e amici, e il risultato non è affatto cambiato. La tendenza generale è quella di preferire, sulla stampa, le foto fatte dai prodotti sui quali avremmo scommesso di meno.

Un altro dato curioso è la difficoltà nel scegliere una foto nel formato più piccolo, quello delle classiche fotografie 18 x 13: tolto il bilanciamento del bianco, l’esposizione e la resa cromatica a livello di definizione e nitidezza gli scatti sono praticamente identici, e per scegliere il migliore bisogna davvero far attenzione al dettaglio, ma anche qui le fotocamere con ottiche più grandi ne escono penalizzate perché non sempre ai bordi, scattando in automatico (con diaframma scelto dalla fotocamera), la foto è nitidissima. Lo smartphone, invece, con la sua lente minuscola riesce a garantire uguale nitidezza ai bordi come al centro.

Ai risultati del nostro test è ovviamente possibile trovare una giustificazione: i produttori di smartphone lavorano molto in digitale sull’immagine consapevoli del fatto che le loro foto poi finiranno, con risoluzione evidentemente inferiore, su schermi Full HD, su Internet (spesso a 1000 pixel di larghezza) e stampate. Una foto che al 100% dell’ingrandimento può sembrare un disastro per la quantità di artefatti e l’assenza di dettaglio, ridotta poi ad un formato più piccolo guadagna quell’incisività che manca invece allo scatto più morbido e naturale della mirrorless o della reflex. Siamo certi che un RAW di una mirrorless o di una reflex, opportunamente modificato e processato, avrebbe cambiato gli esiti della prova ma il nostro voleva essere un test semplice, pratico, immediato che rispettasse le condizioni d’uso abituali di un turista che spesso scatta in automatico e non cerca fotografie troppo sofisticate.

Reflex, Mirrorless e compatte di fascia alta permettono infine una flessibilità che gli smartphone si sognano, ma difficilmente chi scatta in RAW con una reflex 200 foto di una vacanza quando torna a casa si mette a sistemarle una per una.

Il test è replicabile ovviamente da chiunque, e abbiamo scelto di non rivelare quali sono i modelli che abbiamo selezionato per non trasformare questo test in una prova di qualità tra smartphone o tra smartphone e reflex: possiamo dire che tra gli smartphone ci sono un Xperia Z1, un iPhone 5S, un Nokia Lumia e un LG G2 mentre per le fotocamere abbiamo scelto due compatte da 200 euro e 300 euro circa, una mirrorless da 700 euro e una reflex Full Frame.

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I videogiochi più popolari su YouTube nel 2015


Qual è stato il video più visto? 
Uno spot del Super Bowl dedicato a Clash of Clans: Revenge con Liam Neeson ha superato le 80 milioni di visualizzazioni, classificandosi come video più visualizzato del 2015.


Ecco invece la classifica dei 10 Videogames più cercati su YouTube :

1. Call of Duty: Black Ops 3
2. FIFA 16

3. Five Nights at Freddy’s 3

4. ARK: Survival Evolved
5. Agar.io
6. Five Nights at Freddy’s 4
7. Fallout 4
8. Mortal Kombat X
9. Batman: Arkham Knight
10. Until Dawn

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Quanto tempo passiamo sui Social Network





Passiamo sui social media circa 2 ore al giorno, molto di più rispetto alla media europa (per esempio degli inglesi: 1,6 ore). I dati emergono dall’analisi di numeri e statistiche legate ai comportamenti e le abitudini degli italiani estrapolati dal report Social, Digital & Mobile in Europa 2015 da parte dell’agenzia We Are Social. La popolazione italiana che naviga su Internet è di 35,5 milioni: quasi 6 italiani su 10 (il 58%) accedono a Internet regolarmente, un dato cresciuto negli ultimi anni (nel 2011 era il 54% e nel 2009 il 46%). In 26 milioni fanno accesso sui social media ed il 42% dichiara di usarli regolarmente. Sono 20 milioni, gli italiani che ci accedono da mobile – di cui il 27% da un tablet.

Gli uomini accedono alla Rete in quota leggermente maggiore (55%, le donne sono il 45%); l’età media è di 25-34 anni, seguita da quella 35-44 e 16-24 anni. Gli over 55 sono il 16%. E nel rapporto con i brand, il 64% degli italiani ha fatto un acquisto online nell’ultimo mese grazie anche alle recensioni online (il 37% grazie ai commenti sui social network) e grazie ai coupon (il 48%).
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